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di Paolo Chieregati

Pietro Cardin era ed è un indiscusso visionario della moda. Innovatore spesso contro corrente, ha portato la moda al popolo e forse ciò gli è anche costato un po' di oblio. In realtà, aveva per l'appunto, solo anticipato quello che molti altri suoi colleghi stilisti, avrebbero fatto anni dopo.

 

E credo sia proprio questo sperimentare e andare oltre che debba essere preso come esempio tra le sue altre qualità che lo hanno reso celebre.

Quello che vorrei ricordare in questo piccolo articolo, è più che altro la passione e la visione che Pierre Cardin aveva per le "non forme" e per destrutturare tutto ciò che era convinzione sia negli abiti, sia nel design. Questo lo portò a progettare, come diceva lui "senza costrizioni di angoli, corridoi, stanze o muri. Fare le maniche agli abiti o i piedi ad un tavolo, sarebbe la stessa cosa".

Tra i simboli di questa sua teoria, anche una delle sue case, il Palazzo delle Bolle sulla costa sud della Francia. Chiamato così proprio per la sua forma senza angoli; finito di costruire nel 1989 su progetto dell'architetto ungherese Antti Lovag e comprato poco dopo da Cardin che in queste architetture rivedeva "la sensualità di una donna". Le stesse forme tondeggianti e che sfuggono alle regole dell'architettura, le ritroviamo nei suoi arredi, nelle lampade e perfino in una bottiglia d'acqua Maxim che lui stesso progettò per il ristorante di cui era divenuto proprietario.

Purtroppo rimane il rimpianto del palazzo che non vedremo mai a Marghera nel suo Veneto. Quel Palais Lumière più volte dato per fatto e poi morto che avrebbe dovuto segnare la rinascita del porto di Marghera. "O lì o da nessun'altra parte" le ultime parole di Pierre Cardin ma forse, chissà, ora qualcuno ci ripenserà...