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Parma, Palazzo Pigorini strada Repubblica 29/a, dal 2 AL 25 ottobre 2020

Nell’immaginario di ogni essere umano permangono suoni, odori e colori che il tempo trasforma lentamente in ricordi…

 

Così, anche in questo difficile anno 2020, Parma, capitale italiana della cultura, non si ferma e, insieme all’Associazione culturale Parmafotografica, propone per “Parma 2020/2021” l’evento intitolato “Festina Tarde”, ovvero “Affrettati Lentamente”, un’anteprima di una grande mostra fotografica nata da un’idea di Annalisa Mombelli, a cura di Manuela Arcari, Antonio Piazza e Alessandro Pioli.  Allestita con più di cento scatti di autori venuti da tutto il mondo e dedicata all’URBEX e ai suoi luoghi dell’arte e della cultura abbandonati,  ha come intento  quello di comunicare un’urgenza vitale, necessaria, e cioè quella che tali luoghi rimangano eternamente vivi, non solo nel nostro immaginario ma anche nel nostro quotidiano, attraverso un percorso di riconoscimento del loro infinito valore storico - artistico e culturale. 

Apprestarsi a descrivere eventi di tale portata non è sempre così facile e immediato. Le aspettative a volte ingannano, ti seducono e poi ti deludono, ma non è questo il caso. 

Partiti da Piacenza alle ore 16.00, con un meteo tutt’altro che favorevole, quasi funesto aggiungerei, giunti a Parma alle ore 17.00, lasciata l’auto in un parcheggio ancora tutt’oggi sconosciuto, non solo a noi ma anche al nostro navigatore, ci dirigiamo verso Palazzo Pigorini, la location che ospiterà la mostra fino al 25 di ottobre 2020. Ombrello sì, ombrello no, prosegui dritto, gira a destra, finalmente arriviamo a destinazione.

Effettuiamo tutte le fasi di rito nel rispetto dell’attuale emergenza Covid e, finalmente, dopo qualche istante di incertezza, dietro alla gentile accoglienza degli organizzatori, veniamo indirizzati e invitati a raggiungere il secondo piano, dove avremmo incontrato Manuela Arcari e tutti gli altri responsabili e organizzatori dell’evento. 

I gradini sono un pò scivolosi, ma poco importa, siamo a Palazzo Pigorini, un edificio storico, datato intorno al 1767, intriso di un fascino tutto suo, una piccola casa di corte caratterizzata dalla storica presenza di grandi personaggi come il poeta Angelo Mazza e l’esploratore Vittorio Bottego, mentre nelle volte del piano nobile sono presenti alcuni affreschi attribuiti al pittore Francesco Scaramuzza.

Giungiamo finalmente al corridoio di accesso del secondo piano e quello che appare dinnanzi ai nostri occhi increduli è un inaspettato ed entusiasmante spettacolo. Non ci sono esposte delle semplici foto descrittive, ma ad arricchire e a valorizzare i muri del palazzo Pigorini vi sono dei veri e propri dipinti fotografici! Oltre 150 foto si stagliano lungo i corridoi e le stanze di questo magnifico luogo, tutte accomunate dallo stesso senso di quiete e di lascito alla vita… artisticamente parlando. Mi soffermo sulla luce i cui caldissimi fasci, ben definiti, filtrano dalle finestre rotte e irrompono dai battenti lacerati e consumati dal tempo, che come lame solcano i pavimenti impolverati degli ambienti fermati in un ultimo istante e che narrano il trascorrere degli anni, riesumati abilmente dagli scatti dei fotografi. Sembra quasi di poter soffiare sui granelli di polvere, tanto essa è definita, si ha la sensazione di potersi ferire con i vetri rotti delle cornici delle finestre, in primo piano o di perdersi addirittura tra i ricordi delle persone che hanno abitato questi luoghi. I colori, con le infinite tonalità dell’azzurro, dell’oro, del verde, del marrone e del grigio, ne esaltano i tessuti, così vissuti e sottoposti alla sfida costante del trascorrere del tempo, ma qui, in queste stanze, no; in questi luoghi tutto è apparentemente fermo, ignaro di ciò che accade altrove, come sospeso su mondi paralleli e distanti tra loro infiniti anni luce.

Questi luoghi, dimenticati, parlano sempre, hanno tanto ancora da dire ed è importante dare costantemente spazio anche alla loro flebile voce… è fondamentale che l’artista, chiunque esso sia, ridoni vita a ciò che è stato e che ancora vuol essere!

Dopo aver goduto di questa inestimabile bellezza abbiamo avuto modo di conoscere i tre  fotografi, protagonisti principali della mostra, che hanno voluto ardentemente la realizzazione dell’anteprima dell’evento, nonostante la posticipazione al 2021, Manuela Arcari, Antonio Piazza, Alessandro Pioli e la storica dell’arte Annalisa Mombelli. 

Presenti all’evento anche l’Assessore alla cultura del comune di Parma Michele Guerra.

Un grazie sincero anche al nostro amico e fotografo Giovanni Ruzzi; a Lorella Lanza per i suoi scatti alle foto in mostra; alla Storica dell'arte Annalisa Mombelli; agli organizzatori Manuela Arcari, Alessandro Pioli e Antonio Piazza e ai fotografi dell'Associazione "Parmafotografica".

ESISTO magazine ringrazia tutti gli organizzatori dell’evento.

Parma 2 ottobre 2020